Songshine – Francesca Corrias

Il sole che la ispira è sempre quello di Cagliari, caldo, splendente, come i mille colori che la rappresentano. La formazione è cambiata, ma la sua splendida voce no, e ritorna stavolta da solista, sempre più luminosa, versatile, potente. Francesca Corrias, ex leader del “Sunflower Quartet” non abbandona l’energia del sole, simbolo e fonte vitale della sua personalità, ma approda ad una nuova tappa del suo percorso musicale con l’ultimo album “Songshine” prodotto da S’Ardmusic. Canzoni che brillano, che smuovono le coscienze, come il sole che risveglia dolcemente la mattina. Nuova luce nel sound e nelle liriche, in questo progetto più maturo, più complesso, più jazz. Dal precedente lavoro discografico “Frattale” (2009) con cui negli ultimi anni ha attraversato palchi di rilievo come European Jazz Expo, Umbria Jazz, Ray’s Jazz Cafe di Londra, Time in Jazz, Casa del Jazz, Nasjonal Jazzscene di Oslo, l’ex “girasole” prosegue ora sulle tracce delle sue attitudini musicali, della sua grande voglia di esplorare, di immergersi in nuove esperienze, nuove collaborazioni, nuovi stimoli, nuovi territori musicali che animano e appagano il suo desiderio di sperimentare continuamente, di incontrare. E gli incontri straordinari in questo nuovo album della vocalist cagliaritana che sempre più va affermandosi nel panorama jazz locale e internazionale, non mancano di certo. A partire da quello inedito e davvero speciale con David Linx, la voce del jazz in Europa, dalla tecnica formidabile e dalle acrobazie vocali mozzafiato. Con lui Francesca duetta nel brano Haiku, una canzone il cui testo (scritto da lei, come tutte le liriche del disco) riprende la storia dei 50 eroi di Fukushima, in cui Linx fa la parte del marito-operaio che si rivolge alla sua donna.
E poi i grandi musicisti jazz della scena regionale e ben noti oltre i confini dell’isola che hanno dato il loro prezioso contributo per gli arrangiamenti e le melodie: Stefano D’Anna al sax tenore, Alessandro Di Liberto al piano e gli inseparabili amici di sempre: Stefano Mundula al contrabbasso e Pierpaolo Frailis alla batteria.

I testi delle canzoni scritti da Francesca Corrias fanno da colonna portante. Piccole storie in poesia, ispirate a fatti di cronaca recenti, che sostengono però un messaggio più grande. Si parla così di temi sociali forti trattati da un punto di vista letterario come la rivoluzione araba, la tragedia di Stefano Cucchi, o di Fukushima e degli operai e ingegneri che volontariamente hanno deciso di rientrare dentro il reattore della centrale atomica nei giorni seguenti all’esplosione, per cercare di spegnere il focolaio e quindi donando la propria vita per salvare il loro paese, come sostiene l’autrice: “Io avevo letto uno scambio di e-mail tra le famiglie di questi operai. Questi riuscivano a comunicare con le rispettive famiglie tramite I-Pad, cellulari, ecc., e ho trovato delle cose molto commoventi soprattutto da parte di queste donne, mogli e compagne di questi uomini che stavano sacrificandosi per il Giappone. Così mi sono inventata uno scambio di Haiku, componimenti brevi giapponesi, mentre gli uomini erano dentro il reattore.

Non solo cantante, musicista, compositrice, ma anche una grande passione per le lingue e un ricercato gusto per la cultura mediterranea, sarda, jazz. Francesca Corrias porta avanti il suo percorso di studio tra le note della musica afroamericana ma anche verso i suoni del mondo, delle lingue: “Studiare le lingue per me significa approfondire lo studio sul suono. Conoscere il canto, la tecnica, l’espressività vocale è solo un aspetto del mio lavoro, l’esplorazione delle parole e delle lingue possibili mi danno invece l’opportunità di scoprire nuovi mondi sonori, o di aggiungere nuovi suoni al mio mondo. E rientra tutto dentro questo studio delle possibilità infinite che ha la voce di scoprire territori sempre nuovi. Le lingue straniere ad esempio contengono un mondo straordinario di suoni, e non c’è cosa più interessante che addentrarsi in una lingua nuova, sconosciuta.”

“Songshine” si rivela così un album di originale raffinatezza in cui la forma canzone domina la track list muovendosi tra passione, jazz, melodie, testo, lingue differenti, e l’ineccepibile capacità di improvvisazione, in cui Francesca e i suoi musicisti amano giocare con i suoni, le parole, gli strumenti. Un percorso inevitabile che trae forte impulso dalle grandi vocalist del panorama jazz mondiale, come la sua musa ispiratrice Ella Fitzgerald, come lei stessa afferma: “Mi intriga molto il fatto che Ella riuscisse a interpretare dei temi di Cole Porter fatti di testo e musica e che poi riuscisse allo stesso tempo ad abbandonare le parole e a improvvisare. Ecco, quello è ancora il mio percorso. Cerco di trovare la mia voce, partire da una canzone per poi uscire dalle parole e ed entrare nei suoni.”

Francesca Corrias – Voce, Flauto e Loop Station
Stefano D’Anna – Sax tenore
Alessandro Di Liberto – Piano
Stefano Mundula – Double Bass
Pierpaolo Frailis – Batteria
David Linx voce
Roberto Migoni marimba