Sosa\Giordano\Tenores Oniferi – Isolanos

Due isole erranti si incontrano in mezzo al mare per dare vita ad un intenso viaggio musicale; dalle voci ancestrali dei tenores alle melodie intense e accattivanti in puro stile jazzy, dalle ispirazioni classiche all’improvvisazione contemporanea, dal ballo sardo ai ritmi solari caraibici per arrivare infine all’uso attento e ispirato della “boghe”, la voce solista del tenore barbaricino che, inserito in una tessitura musicale apparentemente lontana, assume una nuova dimensione e un grande fascino.
Michele Palmas

Inaugurato e prodotto nell’estate del 2007 da Giuseppe Giordano, Pasquale Mascia e Antonio Manca dell’Associazione culturale “Intermezzo” di Nuoro, per festeggiare il ventennale di Calagonone Jazz, il progetto vede l’incontro eccezionale sullo stesso palco dell’European Jazz Expo 2007 tra Omar Sosa, uno dei pianisti più acclamati degli ultimi anni che della mescolanza e della combinazione di musiche e culture ha fatto il timbro del suo successo, il compositore sardo Battista Giordano, musicista contemporaneo culturalmente vicino al mondo del canto “a tenore”, insieme alle voci dei Tenores di Oniferi (Raimondo Pidia, Francesco, Giovanni e Carmelo Pirisi), e il trio cubano di Sosa con Childo Tomas al basso, Leandro Saint – Hill al sax e al flauto e Julio Cesar Barreto alla batteria e percussioni.

Il “canto a tenore” è uno dei più straordinari esempi di polifonia del Mediterraneo, per complessità, ricchezza timbrica e forza espressiva; le sue peculiarità ne fanno una realtà propriamente sarda, che non ha eguali nel resto del mondo al punto tale che nel 2006 è stato riconosciuto dall’UNESCO “patrimonio dell’umanità”. Proprio sulla capacità del “canto a tenore” di testimoniare l’originalità della cultura musicale della Sardegna si basa il progetto ISOLANOS, che vuole proporre un’incontro tra la Sardegna e Cuba identificando nel jazz lo strumento adatto a trovare inaspettate sintonie e sorprendenti occasioni musicali.

Il risultato cercato è quello dell’incontro tra jazz e world music, tra musicisti di aree geografiche lontane ma fortemente legati alla tradizione, in un progetto che evita il pericolo della semplice citazione di colore ma cresce intorno al canto per portare a confronto quelle che sono le due anime stesse del jazz.

Da una parte la concezione “occidentale” della musica, obbligata a ricercare soprattutto attributi estetici formati secondo precise leggi proporzionali di armonia e composizione, dall’altra l’anima africana, strettamente legata alle pratiche umane, mezzo artistico capace di descrivere la quotidianità in tutti i suoi molteplici aspetti, risposta emozionale alla vita capace di esprimere per mezzo dei suoni la natura stessa. Tra Cuba e la Sardegna, tra Omar Sosa e Battista Giordano e il canto “a tenore” c’è questa tensione e il progetto Isolanos scopre una musica sarda capace di esprimere la sue radici autonome diverse dalla musica occidentale e trovare nel confronto con il fascino della musica cubana, del jazz, dell’improvvisazione i veri motivi di una tradizione da trasportare in una cultura nuova fatta di relazioni e di sorprendenti legami, come afferma Pasquale Mascia del “Calagonone Jazz Festival”: Isolanos è prima di tutto un progetto, un’idea assecondata dagli eventi, un farsi e disfarsi di trame ed intrecci che, come tutte le avventure umane, ha il suo senso ed il suo fascino più nell’ispirato sforzo della tensione creativa che nella sua realizzazione.

Ecco perchè di Isolanos il supporto live è l’unico che può restituire con immediatezza emozioni ed ambizioni, sforzo e risultato, proprio perchè il concerto, il lavoro in progress, è l’obbiettivo finale del progetto nato appositamente per una data del festival Calagonone Jazz del 2007.

Quel concerto è stato preceduto da tanta applicazione per dare corpo all’idea che un’isola con la sua musica proveniente da un’altra isola, quasi a riscrivere una geografia dei sentimenti dove meridiani e paralleli sono sorprendentemente vicini. Così diventa facile viaggiare seguendo la rotta delle composizioni originali ma anche I percorsi alternativi dell’ispirazione reciprocamente indotta. Il risultato è di quelli buoni dove il metro di giudizio è semplice: il piano di Omar Sosa, la chitarra di Battista Giordano, il sax di Leo Saint-Hill, il basso di Childo Tomas, la batteria di Julio Barreto e le voci dei tenores di Oniferi non si fondono in una semplice addizione ma generano un tutto che è superiore alla somma

OMAR SOSA – Acoustic Piano, Fender Rhodes, Syhnth, Percussions
BATTISTA GIORDANO – Guitars
CHILDO TOMAS – Bass
LEANDRO  SAINT- HILL – Sax and Flute
JULIO CESAR BARRETO – Drums and Percussions
TENORES DI ONIERI- FRANCESCO PIRISI (boghe), GIOVANNI PIRISI (contra), CARMELO PIRISI (mesu boghe), RAIMONDO PIDIA bassu)