Salis\Murgia\Angeli\Drake -Giornale di bordo

“…..unanimi consensi hanno premiato il quartetto “Giornale di Bordo” formato da Antonello Salis pianoforte e fisarmonica, Gavino Murgia sax soprano, Paolo Angeli chitarra e Hamid Drake batteria che hanno offerto una première concertistica internazionale nello stesso momento in cui si pubblica il loro primo cd sul quale è fondato il concerto. Il programma di sala li ha giustamente definiti “quattro cittadini del mondo, musicisti e amici che lavorano in totale libertà proponendo gli echi di suoni che sono insieme ancestrali e futuribili, i colori, la terra, le loro vite in musica, un intento condiviso, una storia da raccontare”. Non si dimentichi che Drake è oggi forse il migliore batterista in attività: gli altri suonano al suo livello e hanno toccato con lui il vertice in una stupenda versione dell’”Ave Maria” sarda….”

Franco Fayenz – Il Sole 24Ore

 

European Jazz Expo 2010

….A continuación el pianista y acordeonista Antonello Salis, el saxofonista Gavino Murgia, el guitarrista sardo Paolo Angeli (aunque su instrumento es realmente todo un universo de sonidos) y el baterista y percusionista Hamid Drake dieron toda una lección de libertad sobre el escenario. Su concierto en Cagliari sirvió para presentar el encargo del festival Giornale di bordo(Sardmusic, distr. Egea), un encuentro entre la música de Cerdeña y África. Aunque en el CD la música está dividida en un buen número de temas (hasta una docena), en su estreno los músicos no prepararon un repertorio al uso. Los cuatro se conocen de múltiples ocasiones anteriores, con algunos discos magníficos como Uotha, encuentro entre Angeli y Drake, oMar.Ri entre Sallis y Angeli. Sobre el escenario se fueron produciendo tanto solos como encuentros en forma de dúos y tríos. A pesar de esa aparente libertad caótica, en un determinado momento alguno de los músicos citaba alguna de las composiciones del disco, entre las que se incluyen “Dear Prudence” de los Beatles o algunos temas tradicionales de Cerdeña, y todos respondían como un único ser. El concierto fue sumamente divertido. Antonello Sallis se aplicó tanto sobre sus teclados como sobre el piano y su interior, y también sobre el acordeón. El saxofonista Gavino Murgia fue el más contenido de los cuatro. Hamid Drake es una enorme maquinaria polirrítmica, y un seguro de vida para cualquier grupo en el que participa. En cuanto a Paolo Angeli, resulta increíble cómo ha logrado ir transformando la guitarra sarda (algo más grande que la guitarra española y por tanto con una tonalidad más grave) en una máquina de la que es capaz de extraer múltiples músicas y timbres gracias a la incorporación de distintos componentes. En el concierto sonó como un contrabajo, como un violonchelo, como un generador de ruidos o como una compleja –aunque a la vez rudimentaria– caja de ritmos. Abstracción y lirismo, melodías y libertad, tradición y contemporaneidad. Su música no debiera pasar desapercibida a quienes estén desarrollando una música que no quieran que permanezca anquilosada en esquemas del pasado…

European Jazz Expo 2010  – Texto © 2010 Pachi Tapiz – www.tomajazz.com


ANTONELLO SALIS, GAVINO MURGIA, HAMID DRAKE, PAOLO ANGELI

GIORNALE DI BORDO
Antonello Salis – Accordeon, Piano, Keys and Vocals
Paolo Angeli – Prepared Sardinian Guitar and Vocals
Gavino Murgia – Sax, Flute, Bassu and Vocals
Hamid Drake – Drums, Frame Drum

Produzione originale S’Ardmusic e Jazz in Sardegna
Distribuzione Egea

Specchio di mare: vento, smog metropolitano, sole, isola, viaggio, ritorno e partenza, pini di aleppo e salsa chili. Musica ad onde.
L’incontro interfacciale di quattro grandi artisti come Antonello Salis, Gavino Murgia, Paolo Angeli e Hamid Drake, cittadini del mondo, musicisti ed amici dell’area improvvisata ed oltre, in totale libertà, l’eco di suoni ancestrali e futuribili, i colori, la terra, le loro vite in musica, un intento condiviso, una storia da raccontare: “Il Giornale di Bordo”, nuova produzione di S’Ardmusic e Jazz in Sardegna. L’incontro in frazionamento in ricostruzione monolitica come un bronzetto sardo o un talismano di terre lontane o una scultura d’arte contemporanea.
Un risultato inedito ed esplosivo che raccoglie per la prima volta dal vivo e nel disco le immagini e i colori inediti dell’universo musicale di quattro forti personalità.

L’INCONTRO
L’idea dell’incontro nasce in occasione dell’European Jazz Expo 2008 di Cagliari che dedica ad Antonello Salis il Premio alla Carriera: tre serate e carta bianca alla sua musica. Tra questi un progetto speciale nell’ambito del Festival, che lo vede in anteprima nazionale nel trio formato da lui, Paolo Angeli e Gavino Murgia. Un punto di partenza esploso in seguito in una formazione stabile, presente nei più rappresentativi Festival jazz nazionali. La voglia di confrontarsi ed unirsi in note è forte, e l’aggiunta del batterista afro-americano Hamid Drake al trio, apre una nuova frontiera e prospettiva. Questa ultima combinazione inedita vede così per la prima volta i quattro cavalieri del jazz mondiale riuniti insieme, malgrado negli anni abbiano già sperimentato tra loro diverse collaborazioni in duo, rodati sui palcoscenici europei ed internazionali dei grandi Festival jazz.

LE INTERAZIONI IN DUO
Il chitarrista Paolo Angeli riconosciuto come uno dei nuovi talenti europei (la chitarra preparata, suo strumento madre, costruita da lui e suonata attualmente da Pat Metheny è una delle meraviglie sonore in circuito) e il pianista e fisarmonicista Antonello Salis una carriera artistica pluritrentennale costellata da riconoscimenti internazionali, suonano in duo da diversi anni, rodati sui palcoscenici europei ed internazionali dei grandi Festival jazz.
Antonello Salis con il sassofonista e non solo, l’utilizzo della sua voce, la sua maniera unica nel modulare i suoi ”strumenti naturali“: Gavino Murgia, talento indiscusso della nuova scuola europea d’improvvisazione e nello stesso attimo uno dei più attivi ricercatori di musica di confine tradizionale sarda, s’incontrano musicalmente in Duo da diversi anni, attivi sui palcoscenici nazionali ed europei.
Paolo Angeli ed il batterista e percussionista Hamid Drake suonano insieme da diversi anni, collaudati in Italia, Europa e States. Ad inizio millennio formano con l’aggiunta di Antonello Salis il Cosm Trio, varcando palcoscenici di teatri europei e non solo, in Italia al MITO.

IL DISCO
Un incontro concretizzatosi in un lavoro discografico esclusivo, accolto con grande entusiasmo e sensibilità dall’impulso artistico di Michele Palmas produttore di S’Ardmusic, uniti alla sconfinata stima per questi straordinari musicisti di fama internazionale, viaggiatori curiosi e protagonisti di nuovi incontri nel mondo che vivono la propria musica tra radici, improvvisazione e contemporaneità, slegati da ogni cliché. S’ardmusic prosegue così il suo viaggio tra il popolo dei “danzatori delle stelle” e la loro musica, aperta, sincera, calda, universale, in ogni sua forma e proposta. Una nuova produzione che raccoglie la forza e la vitalità di musicisti e stili differenti, le cui visioni si ritrovano come d’incanto in territori comuni, tra isole e continenti, creando un’atmosfera ricca e avvolgente, tra avanguardia jazz e colori multietnici.

Antonello, perché la scelta di inserire nel trio Salis/Murgia/Angeli anche Hamid Drake, batterista-percussionista afroamericano, ma anche esperto di percussioni orientali e dei ritmi caraibici…
Eh sì… perché mancava quella combinazione, perché se ci pensi bene Paolo suona da anni con Hamid, io con Paolo, io in trio con Gavino e Paolo, e alla fine sono come i campionati del mondo di calcio, alla fine le squadre si incontrano tutte…e anche noi ci siamo incontrati, mancava Hamid per completare questa combinazione.
Sono convintissimo che potesse succedere quello che poi è successo riguardo alla musica che è venuta fuori. Lo prevedevo, e non poteva che venir fuori un risultato esplosivo del genere, mischiando queste quattro personalità, insomma.
Sono contentissimo del risultato e ci sono tutte le immagini e i colori che fanno parte per quanto mi riguarda del mio universo musicale e credo che sia così anche per gli altri.

Il disco esce con S’Ardmusic e Jazz in Sardegna….
Sì, ci è stato proposto da Michele e dal Festival Jazz in Sardegna di Cagliari, e per noi ovviamente è solo un grande piacere farlo, perché poi ho sentito anche i dischi prodotti da S’Ardmusic e non posso stare a dirti tutti quelli che ho ascoltato… ma in particolare mi è piaciuto il progetto con Omar Sosa, mi è piaciuto moltissimo e poi uno di Elena, non ricordo quale, non chiedermi il titolo…buone produzioni, un buon suono, per cui insomma…..perché no?

L’album sarà presentato in anteprima all’European Jazz Expo 2010 e vedrà per la prima volta insieme, dopo l’esperienza in studio, questa formazione inedita dal vivo.
Si, suoneremo per la prima volta all’EJE, e non è mai successo prima…tutti insieme. Noi ‘singoli’ ci incontriamo, facciamo delle cose, ma senza mai toccare quella combinazione lì! Mai noi quattro insieme….e il desiderio di salire sul palco con questa formazione è fortissimo…per ora stiamo scalpitando….e dovremo mordere il freno perché giustamente l’esclusiva ce l’avrà il festival…e poi spero che dopo la presentazione faremo altri concerti.

Una formazione i cui nomi già anticipano fuoco e fiamme sul palco…e nel disco?
Sai per me esiste una sola versione…sia in studio che sul palco…ed è quella live…e quindi per il disco non ci sono stati giorni di preparazione, semplicemente ci siamo visti .. noi quattro ci siamo già sperimentati in duo tra noi e abbiamo già suonato in varie combinazioni..mancava appunto la combinazione con Hamid.. e il risultato è venuto come doveva venire, molto bello, e questo è il risultato che io mi aspettavo…e che probabilmente si aspettavano anche gli altri…

Il titolo che avete pensato: “Il giornale di bordo”…
Sì … diciamo che mi sembra che dia l’idea, però insomma …..sai i titoli… è relativo…voglio dire..alla fine …non è che prima nasce il titolo e poi l’opera …e poi io ad esempio spesso ho dei pezzi che rimangono senza titolo anche per qualche anno addirittura…

Un titolo provvisorio come le note che liberate nell’aria …
Esatto!..Peccato però che i titoli non si possono risolvere …tutti i concerti per esempio sono differenti…ma i titoli rimangono gli stessi…no?

Sarebbe una buona idea cambiarlo ogni volta…come i vostri concerti…mai definitivi, mai concertati, sempre diversi….
Si! Anche lì dovrebbe essere un titolo in progress no?

“Titolo in progress”…potrebbe essere il sottotitolo del vostro giornale di bordo…sempre da aggiornare…
Ah ha ah.. giusto! Lo proporrò…..