Elena Ledda – Cantendi a Deus

Dopo il successo straordinario del suo penultimo lavoro discografico Rosa Resolza che le ha procurato due prestigiosi riconoscimenti come la targa Tenco e il Premio Loano nel 2007, Elena Ledda, la voce della Sardegna, ritorna oggi con un nuovo album di grande intensità, prodotto anche questo da S’ardmusic e Jazz in Sardegna e distribuito in tutta Italia da Egea: “Elena Ledda – Cantendi a Deus”, dedicato interamente al canto sacro.

Elena Ledda su Itunes

“Non fossi stato figlio di Dio t’avrei ancora per figlio mio”
Fabrizio de André

Apu sèmpiri lìgiu in custa afirmatzioni sa manera mia de crei.
Creu a sa suferèntzia de Maria cumenti a fèmina e cumenti a mamma.
Creu a sa passioni de Gesùs Cristu cumenti a òmin
i e cumenti a fillu, chena de pensai a sa natura Sua Divina.
S’abisongiu de su spìritu no tenit contu de su Deus chi creeus, e  candu naraus puru ca no creeus in perunu Deus, faeus de totu po ddu cuntentai.
Creu chi is tempus nostus pedant cumenti a mai innantis di oi,  unu sentidu  spirituali fundudu in is cosas terrenas.
De custu abisongiu, a prus de unu disigiu in totu artìsticu, nascit custu caminu  prenu de sentimentu  in su mundu de Su Sagrau in Sardìnnia.

Ho sempre letto in questa affermazione il mio modo di essere credente.
Credo nella sofferenza di Maria come donna e come madre.
Credo nella passione di  Cristo come uomo e come figlio a  prescindere dalla Sua natura Divina.
Il bisogno dello spirito prescinde dal Dio nel quale crediamo e  anche quando affermiamo di non credere in nessun Dio,  facciamo di tutto per  saziarlo.
Credo  che i nostri tempi esigano più che mai un profondo senso spirituale nel  carnale.
Da questa esigenza, oltre che da un  desiderio prettamente artistico, scaturisce questo appassionato cammino nel mondo del sacro in Sardegna

Elena Ledda

Un lavoro di grande espressività, emozionante, trascendentale, che nasce da una lunga ricerca sui canti sacri della tradizione, con la loro potente capacità comunicativa insieme a una primaria funzione sociale. “Cantendi a Deus” percorre un viaggio inedito nei brani originali cantati dalla voce intensa di Elena, recuperati e rivisti nel rispetto della tradizione, sotto la spinta propulsiva della contemporaneità. Come sostiene lei stessa: <<Nelle note del disco c’è una spiegazione esaustiva proprio su questo. Inizia così: “Non fossi stato figlio di Dio, saresti ancora figlio mio”, citando Fabrizio De Andrè 

“Ho sempre letto in questa affermazione il mio modo di essere credente. Credo nella sofferenza di Maria come donna e come madre. Credo nella passione di  Cristo come uomo e come figlio a  prescindere dalla Sua natura Divina. Il bisogno dello spirito prescinde dal dio nel quale crediamo e anche quando affermiamo di non credere in nessun dio, facciamo di tutto per “nutrirlo”. Credo che i nostri tempi esigano più che mai un profondo senso “spirituale”. Da questa esigenza, oltre che da un desiderio prettamente artistico, scaturisce questo mio appassionato cammino nel mondo del sacro.”

Il disco, presentato in anteprima a Cagliari per l’European Jazz Expo, nella Basilica di San Saturnino il 19 novembre 2009, è stato realizzato da un cast straordinario di dieci artisti tra i più importanti della Sardegna, di prestigio internazionale: Elena Ledda, Simonetta Soro, e Rossella Faa, voce, Mauro Palmas alle mandole e mandoloncello, Marcello Peghin alle chitarre, Gavino Murgia al sax, Silvano Lobina al basso, Andrea ruggeri alle percussioni, Su Cuncordu ‘e su Rosariu di S. Lussurgiu, l’attrice Lia Careddu, e Michele Palmas alla regia dei suoni.

Un album che subito dopo ha fatto il suo debutto dal vivo sul territorio nazionale a Roma il 15 dicembre presso la Basilica di San Lorenzo in Lucina, realizzato in collaborazione con Elenaleddavox e Jazz in Sardegna e inserito nell’ambito della rassegna “I Suoni dell’Avvento”. Da allora la voce incontrastata delle Sardegna è stata richiesta come ospite presso rassegne prestigiose quali “I concerti del Quirinale di Radio 3” che l’ha vista protagonista indiscussa in collegamento Euroradio il 19 gennaio 2010 a Roma nella Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale in diretta su Radio3, oppure ospite il 30 gennaio 2010 del Dottor Djembè su Radio3, il varieta’ musical-radiofonico più surreale in circolazione di Davide Riondino e Stefano Bollani che in questa puntata ha ricevuto grandi ascolti e dove Elena Ledda ha cantato due brani in lingua sarda accompagnata da Stefano Bollani al pianoforte. Inoltre il disco ha ottenuto ottime recensioni presso alcuni dei quotidiani nazionali più importanti come L’Unità, Il Manifesto, Avvenire, Latina Oggi, o in alcuni importanti webmagazine di musica come Beat Bop a Lula. Tra pochi giorni la portavoce della musica sarda nel mondo sarà inoltre ospite di Paolo De Bernardinis su Rai notte e su RAInews 24. La sua intensa attività di promozione dell’ultimo album prodotto da S’ardmusic e Jazz in Sardegna si accompagna a una serie straordinaria di concerti dal vivo nei circuiti musicali nazionali e internazionali di jazz e world music, tra i più prestigiosi del panorama europeo.

IL DISCO

Tra le struggenti melodie di Elena, si inseriscono le parentesi letterarie della voce recitante di Lia Careddu, attinte alle fonti delle rappresentazioni sacre di origini sardo-spagnole e alle composizioni di poeti contemporanei, in un’armonica ed inconsueta convivenza tra le polivocalità maschili rappresentate da “Su Cuncordu e su Rosariu” di S. Lussurgiu, uno più interessanti e autentici cori di canti della tradizione sacra maschile, e quelle femminili di Elena e Simonetta.

Diciotto brani densi di pathos che attraversano in quasi settanta minuti un viaggio affascinante tra i repertori sacri dell’isola rivisitati dall’estro e dalla voce inconfondibile della portavoce della musica sarda e mediterranea nel mondo, come “S’incominzu” ispirato ai quattrocenteschi “Canto della Sibilla” e “Ave Maria”, entrambi di derivazione catalana; oppure “Orus a su sperevundu” e “Mamma nosta”, di provenienza gregoriana. Elena attinge dai canti del Mese Mariano, della Festa del Patrono, della tradizione natalizia come “Gocius de su nascimentu”, “Celesti Tesoru. Quest’ultimo si sviluppa sul modulo del “canto a curba”, tipico dell’area campidanese, e si diffonde poi in tutta l’isola nelle relative varianti linguistiche. Parte predominante hanno i canti dedicati alla pasqua. I momenti della passione e resurrezione di Cristo vengono descritti con canti di rara bellezza espressiva  attraverso il dolore della  madre  Maria. “No mi giamedas Maria”, “S’addolorada de is cruelis”, “Mortu est Nostusennori”, ”Set’ispadas de dolore” ispirati ai “Gocius” , forma musicale di  importazione  catalano-aragonese; “Mamma de su Salvadori” (Stabat mater) e “A ita ses torrau”.

Elena attinge anche alla vastissima varietà dei Rosari, ancora presenti in tutte le comunità dell’isola, come “Laudatu semper siat” ispirato al rosario di Orgosolo e  “Arrosàriu de “Masuddas” elaborazione di Rossella Faa del Rosario del suo paese, Masullas. “Miserere”  e “Deus ti salvet Maria” nato da un’idea di Mauro Palmas, fa coabitare in perfetta armonia le polivocalità maschile e femminile rappresentate dal notissimo “Miserere” di Santu Lussurgiu e dall’interessante e meno conosciuto “Deus ti salvet..” ispirito al Rosario di Esterzili. Un prezioso cofanetto di canti sacri che attinge anche alle composizioni del XVII secolo quali “Sa pregadoria”, ispirata al modulo della poesia estemporanea campidanese, su testo del poeta Chicheddu Deplano noto “Olata” (Quartucciu 1763).

Direttamente dalla catalana Alghero “Ave Maria catalana”, “Su prantu de Maria”, tratto dall’opera del XVII sec. ”Comedia de la passion de Nuestro Señor Jesu Christo”di Antonio Maria da Esterzili.

I musicisti

ELENA LEDDA – Voce
SIMONETTA SORO – Voce
MAURO PALMAS – mandola e mandoloncello
MARCELLO PEGHIN – Chitarra classica
SILVANO LOBINA – Basso
GAVINO MURGIA -Sax, voce e duduk
ANDREA RUGGERI – Percussioni
SU CUNCORDU ‘E SU ROSARIO di SANTULUSSURGIU – Voci
ROSSELLA FAA – Voce
LIA CAREDDU – Voce recitante
MICHELE PALMAS – Suono

Musiche originali e arrangiamenti:

Elena Ledda, Mauro Palmas, Marcello Peghin e Silvano Lobina
Testi originali di Maria Gabriela Ledda e Michele Pio Ledda